Racconti

Pensieri e storie – “Dal fiore al frutto”

Tra le tante scartoffie presenti nel mio pc, c’è una cartella intitolata “Pensieri e storie”; contiene racconti (audace chiamarli così!) e riflessioni personali che finora poche persone hanno avuto modo di leggere, tra familiari e amici.
Ora, poichè tra gli scopi del mio blog c’è anche questo, mi piacerebbe condividere con voi alcuni di questi pensieri, cominciando da quello più “adatto” alla stagione che stiamo vivendo. Non so voi, ma io di mandarini ne sto mangiando a bizzeffe! 🙂

Dal fiore al frutto (4 dicembre 2011)

Nel mio giardino c’è un albero di mandarini.

Ogni mattina lo osservo dalla finestra mentre scendo le scale; il verde brillante delle foglie, illuminate dal sole, mi rasserena.

Tutti i giorni quest’albero ha uno spettacolo da offrirmi, un diletto per i sensi.

In primavera, quando la natura si risveglia, il profumo prorompente dei suoi fiori inebria l’aria e seduce la mente, suscitando ricordi di luoghi mai visitati, di esotiche terre abitate da saggi sultani e affascinanti principesse.
I bianchi fiori di zàgara ricoprono il mio albero come un soffice mantello, ma essi sono così fragili che, alla minima folata di vento, i piccoli petali non resistono all’effimera tentazione di volare; si cimentano in una graziosa piroetta, poi si adagiano sull’erba, e a terra, finalmente, trovano il meritato riposo.

Mentre col naso arricciato cerco di catturare tutta la loro fragranza, li immagino incastonati tra i capelli di una giovane sposa, che incede con passo sicuro verso il suo amore, una domenica di maggio, in una chiesetta di campagna, al suono festoso delle campane…

Poi arriva l’autunno, ed io seguo con lo sguardo la crescita dei frutti, li osservo mentre cambiano colore: il verde sul fondo man mano lascia il posto all’arancione che ha già conquistato la cima, più esposta alla luce.
Accarezzo l’involucro grinzoso e il palato non resiste; appena la trasformazione è compiuta, le mani delicate si avvicinano ai rami, per ricevere quel dono succoso e salutare, così fresco e pieno di vita, frizzante nel sapore e nell’odore.

Mentre getto le bucce intorno al tronco, penso al Natale che si avvicina, alle calze della Befana che mamma riempie ancora proprio con quei mandarini, le noci ed il carbone, come quando ero bambina.

Ogni spicchio ha la forma di un sorriso, l’unico in grado di essere davvero contagioso, più del raffreddore che la fedelissima vitamina C mi aiuta a tenere lontano!

Piccole azioni come doni inconsapevoli, sentimenti ed emozioni, ricordi e desideri… Tutto segue il succedersi delle stagioni, in una ciclica ed eterna comunicazione di vita.

Eppure, quale strana sorte spetta al mio albero, e a tutti quelli come lui! Il fiore non conoscerà il suo frutto e il frutto non potrà vedere il fiore che nascerà dopo di lui. L’uno prepara l’arrivo dell’altro, quello maturerà là dove questo ha dato inizio al germogliare della vita, la stessa vita che dovrà poi riconsegnare quando verrà raccolto…

Tutto questo mi fa pensare a chi compie il bene, senza pretendere che l’effetto sia immediato, animato dalla sola speranza che ciò che ha seminato non andrà perduto.

L’uomo semplice riconosce che il suo gesto è utile e indispensabile adesso, in questo preciso momento, perchè sa con certezza che gli effetti del bene, seppure lentamente, si riverseranno poi in tutto il mondo, da persona a persona, di generazione in generazione, stagione dopo stagione.

Se l’agire dell’uomo profuma d’amore, soltanto l’amore, sotto forme a noi sconosciute, potrà esserne il frutto.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Laureata in Lettere, ideatrice del progetto If You Were Me, esperta di editoria e scrittura, soprano nel Coro Giovanile Lavinium, community manager di GigsGuide e Calciosociale Italia.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.