Ricerca di sé(nso)

Un aiuto per Corviale

Molti di voi sanno che, da qualche mese, collaboro con Calciosociale. 😀
Da quando ho conosciuto questa realtà nel 2013, credo di averne parlato con entusiasmo (leggi “fatto ‘na capoccia così“) a chiunque mi abbia interpellato sul tema “progetti educativi vincenti”, raccontando la meraviglia di ciò che accade al Campo dei Miracoli, colorato angolo di Paradiso che risponde con la bellezza e l’allegria al grigiore e alla tristezza del Serpentone di Corviale.

Cambiamo le regole del calcio per cambiare le regole del mondo.

Questo è il motto di Calciosociale, insieme al “Vince solo chi custodisce“, che accoglie tutti i visitatori all’ingresso del Campo dei Miracoli e che riecheggia all’inizio e alla fine di ogni partita nel grande cerchio formato da giocatori ed educatori.

Calciosociale propone una diversa metodologia sportiva, basata sulla rivisitazione delle regole del calcio, un programma di crescita che mira allo sviluppo autentico dei partecipanti, trasferendo gli strumenti adeguati a diventare protagonisti attivi del cambiamento, impiegando le capacità e l’intraprendenza necessarie per agire e costruire un mondo migliore.
Proponiamo un calcio reinterpretato fuori dalla logica comune. Tutte le regole sono finalizzate a favorire la cura delle relazioni, preferendole alla semplice competizione sportiva.
Le partite non si giocano solo in campo ma anche “fuori dal campo”: attività laboratoriali e sensibilizzazione su temi legati alla tutela dell’ambiente, alla legalità, e all’inclusione.
Attività di cittadinanza attiva con l’obiettivo di cambiare e migliorare il territorio.

Provate solo a immaginare la fatica e la forza di volontà necessarie per portare avanti una missione del genere in un contesto come quello di Corviale, dove povertà, degrado, disagio sociale, criminalità sono il pane quotidiano per migliaia di persone che, in molti casi, il pane vero da mettere sotto ai denti nemmeno ce l’hanno.

Io non saprei raccontarvi, in base alla mia esperienza, come si vive in quelle case, perché, paradossalmente, in quel labirinto di 9 piani ancora non ci ho messo piede. Vorrei e al tempo stesso ho paura di farlo perché so che, varcando la soglia di tante vite così lontane dalla mia, diventerebbe ancora più assordante il monito di Alex Zanotelli: I poveri non ci lasceranno dormire.

Credo sia accaduto qualcosa di simile alle persone che, come me, nei giorni scorsi hanno visto i due episodi dell’inchiesta che Giulio Golia ha condotto per Le Iene proprio nelle periferie di Roma – a Tor Bella Monaca e a Corviale – documentando la situazione drammatica in cui versano molte famiglie e persone sole, esasperate dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Primo episodio: https://www.iene.mediaset.it/video/coronavirus-roma-periferie-abbandonate_917430.shtml

Un sottobosco di storie agghiaccianti, ai limiti dell’assurdo, stralci di non-vita quotidiana che non immagineresti mai possibili in un Paese civile nel 2020.
L’aggravarsi della situazione dal punto di vista materiale ha inciso in maniera spaventosa sull’aspetto psicologico e l’allarme ormai ha raggiunto un volume talmente forte da non poter essere più ignorato.

Ma anche stavolta i miracoli che danno il nome al nostro Campo hanno trovato il modo di farsi strada tra le macerie di queste esistenze dimenticate, prendendo le sembianze di migliaia di persone che si sono fatte avanti per dire “Io ci sono”.

Secondo episodio: https://www.iene.mediaset.it/video/coronavirus-aiuti-periferie-abbandonate-roma_925528.shtml

Al termine del secondo servizio, è stata annunciata l’apertura di un indirizzo mail dedicato, per tutti coloro che vogliono offrire aiuto economico o materiale agli abitanti delle Torri e del Serpentone, con particolare riferimento all’istituzione di un servizio di assistenza psicologica continuativa alle famiglie in difficoltà e all’organizzazione di attività sportive e di aiuto allo studio gratuite per i ragazzi: unaiutopercorviale@calciosociale.it.
Nel giro di pochi minuti, la casella di posta è stata sommersa di messaggi.
E ne continuano ad arrivare, tutti i giorni a tutte le ore.
Leggere parole di solidarietà, idee originali e proposte di aiuto concreto ci riempie di speranza e fiducia.
Con tutti i nostri buchi e le nostre macchie, siamo davvero un Paese meraviglioso.

Molta della nostra malinconia viene dal fatto che i nostri umori non agiscono. Amare senza fare cose amorevoli non ha alcun senso.
(Franco Arminio, La cura dello sguardo)

Aiutateci a far conoscere questa iniziativa.
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Laureata in Lettere, ideatrice del progetto If You Were Me, esperta di editoria e scrittura, soprano nel Coro Giovanile Lavinium, community manager di GigsGuide e Calciosociale Italia.

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