Più note positive fanno una bella canzone

Amici! L’esperimento continua. E con risultati particolarmente interessanti, questa settimana! Salto i preamboli ed entro subito nel vivo del racconto…

Lunedì, 12 febbraio

Ho messo il naso fuori di casa alle 7.05 e la prima parola che ho pronunciato è stata “waaah” davanti ad un cielo rosa-arancione nel quale, piano piano, si faceva largo il sole.

Ho ricevuto un bellissimo messaggio da Serenella, una ragazza che ho conosciuto due anni fa a Roma Tre. Non ci siamo più riviste, ma mi ha scritto che, da allora, segue con passione i post che condivido su Facebook, compreso l’articolo ‘La nota positiva’.

“Sei davvero un contenitore di idee belle e buone.”

Così mi ha detto. Sono sicura che lo sia anche lei, una fonte di ottimi stimoli per gli alunni che segue con tanta dedizione. Le ho inviato con molto piacere l’audio della conferenza sulle fiabe e la felicità… Sono curiosa di sapere cosa ne penseranno i suoi ragazzi!

Martedì, 13 febbraio

Pranzetto gustoso con la mia amica Paola + “Holly e Benji” nel suo bellissimo pancione. E’ sempre bello rivedere Paolina: la nostra è un’amicizia “di vecchia data”, ma si rinnova e si rafforza ogni volta che ci sentiamo o trascorriamo un po’ di tempo insieme.

Ho incontrato per caso Gian Marco alla Stazione Termini e, durante il viaggio in treno, mi ha invitato ad assistere ad una prova aperta dell’attore, regista, perfomer (e tante altre cose) Antonio Rezza. Ancora non ho imparato che le proposte di Jama hanno spesso dei risvolti folli. Per cui non mi sono ritrovata ad assistere ad un semplice spettacolo ma… a farne parte! Con tutta una serie di sketch e gag, in cui Rezza affidava a ciascuno un determinato ruolo o movimento. Divertentissimo 🙂 Ormai Gian Marco non è più Jama, ma “il fratello che è tornato Fresco Fresco dalla Germania”! XD

Mercoledì, 14 febbraio

Sono andata alla Sapienza per partecipare ad un incontro con Michela Murgia, dal titolo “La libreria come spazio narrativo”, organizzato dalla Scuola Librai Italiani di Roma. Ascoltare dal vivo questa scrittrice è davvero un’esperienza illuminante, resa ancora più piacevole dalla sua autoironia e spontaneità. Al centro del suo discorso, l’importanza della libreria come luogo vivo, nel quale si possono intrecciare relazioni profonde con i libri e le persone. La lettura come esercizio faticoso, un corpo a corpo tra lettore e libro – la Murgia, in questo senso, “tifa” per il cartaceo ed io condivido pienamente il suo pensiero: con l’e-book, molte sfumature dell’esperienza si perdono – che ciascuno svolge a modo suo, nei luoghi e con i tempi che, di volta in volta, gli sono più congeniali. La lettura come esperienza travolgente, che ha il potere di suscitare nel lettore la sensazione di aver vissuto realmente episodi riferiti o persino inventati da un altro, che riconosce la libertà del fruitore nella sua scelta di salvare e ricordare determinate pagine e scartarne altre, per motivi del tutto personali e strettamente soggettivi.
Mi ha particolarmente colpito il riferimento che l’autrice ha fatto all’episodio evangelico delle tentazioni di Gesù nel deserto, per spiegare la bibliodiversità che dovrebbe caratterizzare una libreria. Ai tentativi di corruzione da parte del diavolo, Gesù risponde citando la Scrittura; nel bel mezzo del dialogo, allora, Satana cerca di cogliere in fallo l’avversario e cita per primo la Bibbia quando propone a Gesù di gettarsi dal pinnacolo del tempio, tanto Dio stesso darà ordini ai suoi angeli affinché lo salvino. E la risposta di Gesù suona “furba” e inaspettata:

“Sta scritto anche…”

Come a dire che il pericolo più grande consiste nell’assolutizzare un pensiero o una condotta senza mai considerare le alternative, che potrebbero essere altrettanto valide. Questa replica è l’emblema della bibliodiversità che caratterizza la Bibbia stessa (non a caso, è un insieme di libri e di idee, spesso in contraddizione tra loro, checché ne dicano quelli che, forzando il testo, intravedono “continuità” e “completamento” tra episodi e affermazioni incompatibili tra loro e con lo stesso messaggio cristiano) e che, applicata all’orizzonte più ampio dell’editoria e della cultura, garantisce il rispetto della democrazia contro ogni forma di fondamentalismo.

Giovedì, 15 febbraio

Quella di oggi non è una nota positiva sola, neppure una singola canzone, ma una sinfonia spettacolare: il nuovo album di Max Gazzé, “Alchemaya”, inciso con la Bohemian Symphony Orchestra di Praga. Concedetevi il tempo di ascoltarlo, senza fare nient’altro.

Venerdì, 16 febbraio

Ho visto “La felicità è un sistema complesso“. Protagonista eccezionale (Valerio Mastandrea), trama originale e scelte di regia particolarmente creative. Lungi dal presentare l’idea di felicità in termini didascalici e moralisti, il film è costellato da scene “evocative” che sospendono l’azione (piuttosto lenta, in verità, ma proprio per questo davvero interessante), lasciando allo spettatore una grande libertà interpretativa. Io vado matta per quelle narrazioni “incomplete”, nelle quali il non detto è molto più importante delle cose raccontate e spiegate.

Sabato, 17 febbraio

Sono andata in TIVVÙ! Con il Coro Lavinium, ci siamo esibiti durante il programma “Ci vediamo da Arianna” di TV2000.  Una giornata piena di risate, musica, luci e colori, persone molto simpatiche – tra i VIP: i Sonohra, Dario Ballantini, Michele La Ginestra, Fioretta Mari -, accoglienti e professionali. Una bellissima esperienza, che spero si possa ripetere in futuro!

Domenica, 18 febbraio

Dopo una settimana così intensa, direi che una domenica a casa, all’insegna del relax, è la cosa migliore che si possa desiderare. Sul canale NOVE stanno trasmettendo “Serendipity”, uno dei miei film preferiti. So tutte le battute a memoria – chi mi conosce lo sa -, ma non riesco a resistere all’inguaribile romanticismo di Jonathan Trager. E poi è grazie a questo film che ho conosciuto Nick Drake… la bellissima “Northern Sky” che fa da sottofondo all’ultima scena… Uaaah. Basta, ora pubblico l’articolo e mi bevo una bella tisana. What else? 😀

 

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